giovedì 10 marzo 2016

La storia della storiografia giuridica

Provate a riflettere sull'intreccio fra storia del diritto e nazionalismo nell'Ottocento. Vi sono modi diversi di essere nazionalisti: che differenza c'è fra Savigny e i germanisti?

7 commenti:

  1. Il XIX Secolo è stato caratterizzato da un sentimento nazionalista fortemente influenzato e
    derivato dalla corrente romantica che già alla fine del XVIII secolo aveva iniziato ad interessare l'arte,
    la letteratura e la storia. Non è un caso che questo movimento abbia trovato i suoi natali in
    Germania, una nazione che prima con lo "Strum und Drang" e con il vero e proprio romanticismo poi,
    è stata forse la massima incarnazione dello spirito nazionalista romantico.Ma come lei ha sottolineato,
    vi sono modi diversi di essere nazionalisti.Il primo è quello riconducibile al filosofo e giurista tedesco
    Friedrich Carl von Savigny,conosciuto come il fondatore di quella scuola storica che nel giro di pochi anni
    farà da apripista alla scienza pandettistica. Il nazionalismo di Savigny era incentrato sulla riscoperta
    degli istituti di diritto romano come fondamento del diritto privato tedesco del suo tempo, il giurista
    tedesco infatti creò un ponte tra il diritto "antico" e la società nella quale viveva attraverso
    un'attenta e minuziosa indagine storica che ha trovato uno dei suoi più fulgidi esempi nella "Geschichte
    des römischen Rechts im Mittelalter". Il nazionalismo di Savigny era dunque rivolto alla ricerca e
    all'esaltazione del Volkgeist tedesco nel diritto antico, considerando il Medioevo come una mera epoca
    di transizione nella quale sono sopravvissuti, perfetti e dogmatici, i principi del diritto romano.Il secondo
    modello di nazionalismo è quello proprio dei germanisti, come ad esempio Georg Friedrich Puchta,Jacob Grimm
    e Wilhelm Albrecht.Questa diversa impostazione nazionalista vedeva come fulcro di ricerca dello spirito nazionale
    tedesco non più lo studio storico dell'epoca e del diritto "antico",ma bensì la riscoperta del Medioevo come centro
    e culla della nazione tedesca e del suo popolo.Questa diversa idea di nazionalismo dunque esaltava la consuetudine,
    grande espressione di quell'identità popolare tedesca che solo con il Medioevo,nella sua attualità,
    era diventata veramente protagonista della storia.

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  2. L'Ottocento è il secolo del progresso,dell'esaltazione dell'individuo,ma è anche e soprattutto il secolo dell'esaltazione della nazionalità. A partire dall'Ottocento gli stati nazionali diventano i protagonisti della politica e della cultura europea. Se è chiara l'importanza preminente che vengono ad assumere i movimenti nazionalisti in questo periodo,sarà alquanto chiaro e di semplice captazione l'intreccio che ne deriva tra storia del diritto e nazionalismo. Andando ad analizzare nel dettaglio questa stretta correlazione appena enunciata, risulta necessario distinguere,da un lato, la posizione nazionalista di Friedrich Carl von Savigny e dall'altro il nazionalismo come inteso dai germanisti (tra i quali ricordiamo Jacob Grimm ,Georg Friedrich Puchta e Wilhelm Albrecht). Savigny,fondatore della scuola storica,rifiuta e critica lo strumento codificatorio cui si era approdati in Francia,ed arriva a fondare una nuova metodologia relativa allo studio del diritto. In particolare propone alla nazione tedesca di assumere la tradizione del diritto romano come fondamento del proprio sistema normativo. Capiamo bene come a questo punto, affinchè i tedeschi potessero accogliere con convinzione l'invito di Savigny, fosse necessario che questi ultimi sentissero come proprio il diritto romano. Ruolo determinante è segnato dal Medioevo. Il Medioevo è l'età del trionfo della Germania su tutta l'Europa.Da quest'ultima considerazione capiamo come il Medioevo sia riuscito a giustificare l'accoglimento del diritto romano da parte della Germania. Savigny considera il Medioevo come un periodo attraverso cui il diritto romano e i relativi istituti peculiari siano riusciti a traghettare in maniera intatta e genuina. A differenza di Savigny, i germanisti ritenevano che il Medioevo non fosse un mero periodo di transizione, ma una vera e propria sorgente del diritto germanico, del diritto consuetudinario,ed inoltre ritenevano che il Medioevo fosse il vero protagonista nella formazione dei popoli, delle nazioni e dei loro diritti .In conclusione si può dire che i germanisti criticano fortemente Savigny e i relativi sforzi volti a recepire il diritto romano, in quanto ritengono che in questo modo si fosse impedita la formazione di norme di diritto prettamente tedeschi e quindi di conseguenza si fosse impedito il libero e genuino dispiegarsi dello spirito del popolo.

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  3. federica nazzaro11 marzo 2016 02:33

    l'800 protagonisti principali furono gli Stati Nazionali, il XIX secolo è l'epoca del rinascimento, dell'individualismo, degli Stati. Fu un secolo di rinnovazione e cambiamento, dapprima, nel 1804 in Francia fu promulgato il codice civile in materia di diritto privato al fine di favorire il libero sviluppo del capitalismo, si trattava di un codice molto semplice , di dimensioni ridotte con regole moto chiare e precise proprio al fine di renderlo comprensibile a tutti. A tale episodio si ebbe una reazione tedesca che possiamo distinguere in due fasi: la prima, si identifica nell'applicazione di tale codice n quanto una parte della Germania fu conquistata da Napoleone; mentre la seconda, fu una fase di reazione il c.d. socialismo reazionario contro l'individualismo ed a favore del recupero del concetto di Comunità andando a ridare valore alle corporazioni eliminate con la rivoluzione francese.
    L'800 fu dominato da due correnti fondamentali il Romanticismo e lo Storicismo, accomunati dall'interesse della Storia Nazionale fondata sui concetti di identità nazionale, natura popolare del diritto e rifiuto dell'idea della creazione di un codice come quello Napoleonico per la Germania. Da questo contesto prese le mosse il movimento del Nazionalismo, dottrina politica basata sull'esaltazione dell'idea di nazione in contrasto con il marxismo e il socialismo, contro questi ultimi il nazionalismo nega il valore alle divisioni sociali e alla lotta di classe che intende superata dal supremo principio della difesa della nazione.

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  4. federica nazzaro11 marzo 2016 02:34

    Sul nazionalismo si svilupparono due scuole diverse, la scuola storica, fondata dal maestro Friedrich Karl von Savigny (1779/1861),sostenitore della storicità dei diversi sistemi legislativi e della creatività di ogni popolo e nazione rispetto al diritto. Savigny con la sua celebre opera 'Geschichte'contribuì nella costruzione del sistema della scuola storica che sfociò nelle costruzioni dogmatiche della pandettistica. La sua visione della storia come scientia iuris era sfociata sia dal rifiuto del razionalismo giusnaturalistico, sia dall'esigenze della realtà sociale che richiedeva la creazione un diritto privato in grado di favorire lo sviluppo economico e politico degli Stati nei quali era divisa la Germania. per rispondere a tale esigenza Savigny rifiutò il modello francese della codificazione, a favore del richiamo della storia come fondamento di una nuova scienza del diritto. Il modello di riferimento preso in considerazione da Savigny fu il Digesto, raccolta di iura pubblicata da Giustiniano nel 533, da cui poter creare un sistema di concetti che attualizzavano gli istituti privatistici romani per renderli funzionali nella società della nazione tedesca dell'800. Quest'idea di fondare una nuova scienza giuridica nazionale sul Digesto non appariva naturale, dal momento che nelle università in Germania lo studio del diritto tedesco era separato da quello del diritto romano. Per rispondere a queste considerazioni Savigny trovò la giustificazione della creazione di una nuova scienza giuridica tedesca sulla base del diritto romano, rimandando all'epoca del Medioevo, epoca che vide la caduta dell'impero romano e il trionfo della Germania sull'Europa, considerando il Medioevo Germanico come periodo di passaggio del diritto romano fino alla modernità, e rendendolo in tal modo patrimonio proprio del popolo romano.
    Una diversa visione del nazionalismo la ritroviamo nella scuola dei Germanisti,una figura autorevole fu George Friedrich Puchta, allievo di Savigny, nel suo libro dulla consuetudine Puchta distingue la storicità dell'antico da quella del Medioevo in quanto considera quest'ultimo come un passato vivo,ed è al Medioevo che si deve far riferimento per cercare la storia della nazione. Per i Germanisti il Medioevo era l'età della riscossa dei popoli, della fine dell'individualismo, era l'età della diffusione di un diritto germanico formato da istituti differenti rispetto a quelli del diritto romano, consideravano il ritorno al Corpus Iuris di Giustiano solo un ritorno ad istituti ormai estranei alla società barbarizzata e molto spesso si servivano proprio dell'istituto della consuetudine strumento attraverso

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  5. federica nazzaro11 marzo 2016 02:37

    il quale il popolo germanico maturava le convinzioni che generavano diritto nazionale.

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