giovedì 10 marzo 2016

Cosa è una regula iuris per il diritto romano?

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9 commenti:

  1. Una Regula iuris era un principio cardine del diritto romano ritenuto valido e vincolante che si desumeva dalle fonti del suddetto diritto ad opera sopratutto dei Glossatori.Queste regulae erano espresse e redatte in forma di sintetiche e pragmatiche frasi enunciative di questi generali principi giuridici.

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  2. "Regula est, quae rem quae est breviter enarrat. Non ex regula ius sumatur, sed ex iure quod est regula fiat. Per regulam igitur brevis rerum narratio traditur, et, ut ait Sabins, quasi causae coniectio est, quae simul cum in aiquo vitiata est, perdit officium suum"

    trad: "La regola è ciò che spiega brevemente una cosa così com’è: non perché dalla regola si tragga il diritto, ma perché è dal diritto che la regola trae la sua origine. Per mezzo della regola, dunque, si trasmette una breve spiegazione delle cose, ed è per così dire una relazione di cause, la quale, non appena è viziata in qualche punto, perde la sua efficacia, la sua funzione."

    Dunque seguendo la celebre definizione che Paolo attribusce a Sabino nel frammento D.50.17.1, a mio avviso le "regualae iuris" per il diritto romano concorrono a semplificare il materiale giuridico della scientia iuris romana, offrendo in forma sintetica e diretta principi giuridici generali.
    Trovo infatti illuminante l'idea secondo la quale non è assolutamente dalla regola che si trae il diritto, bensí dal diritto che si trae la regola.

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  3. Sicuro che "quasi causae coniectio est" si traduce "è per così dire una relazione di cause"? Innanzitutto "causae" è singolare, e poi "coniectio" cosa significa?

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    1. Mi sono trovato in difficoltá nella traduzione di questo frammento non avendo trovato nè in biblioteca nè tantomeno su internet traduzioni del digesto.
      La traduzione del passo, che mi sembrava esatta, l'ho trovata in questo blog da parte di una ragazza. Comunque essendo "causae" al singolare ( gentivo o dativo) e "coniectio" potendo essere solo nominativo penso possa essere: è (est) come (quasi) una relazione/spiegazione (coniectio) della questione/tema (causae).
      Spero di essermi corretto anche se trovo difficile la traduzione di un latino cosí tardo.

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  4. federica nazzaro11 marzo 2016 10:44

    non è semplice attribuire uno specifico significato al concetto della Regula Iuris nel diritto romano, dal momento che i giusristi romani prestavano le loro attenzioni al caso pratico e singolo. Nel diritto romano , infatti fino alla metà del terzo secolo d.C., il diritto civile è essenzialmente prodotto dai prudens attraverso un'attività di creazione delle regole giuridiche ed è a coloro che il pretor si rivolgeva per risolvere una controversia.
    solo nel VI secolo con Giustiniano si sentirà la necessità di creare una razionalizzazione del sistema giuridico romano ed a tal fine l'Imperatore incarico il giurista Triboniano della redazione del Digesto. Ed è proprio nel libro 50 paragrafo 17 del Digesto che rinveniamo la definizione di Regula Iuris Regula est quae rem quae est breviter enarrat. Non ut ex regula jus sumatur, sed ex jure quod est regula fiat. Per regulam igitur brevis rerum narratio traditur, et, ut ait Sabinus, quasi causae coniectio est.

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  5. federica nazzaro11 marzo 2016 11:02

    È regula quella che enuncia brevemente la cosa in oggetto. Non in modo che dalla regula venga dedotto il diritto, ma dal diritto pertanto derivi la regula. Quindi per regula ci si riferisce ad una breve narrazione di fatti.
    quando in epoca successiva le regulae juris sono inserite nella compilazione giustinianea inevitabilmente cambia la loro forza normativa, non sono più considerate definizioni ma vere e proprie regole normative. Durante la rinascita del diritto romano nel basso medioevo, l'importanza dell'ultimo titolo del Digesto attirò l'attenzione dei glossatori tra cui in modo evidente Bulgaro, fondatore di un nuovo genere letterario I commentari del titolo de regulis iuris del digesto D.50.17.
    Nel suo commentario Bulgaro poneva il problema della formazione dei principi generale le regulis iuris a partire dal confronto fra i vari casi singolarmente presi in considerazione.
    Questo era il procedimento logico che i glossatori credevano individuare nel D.50.17 ma proprio questo passo del Digesto fu corrotto da una variante nella Vulgata di Irnerio il quale andò a sostituire la parola COGNIECTIO CAUSAE con la parola CONIUNCTIO.
    Questa minuziosa trasformazione, finiva per trasformare il significato del passo stesso, in quanto al riassunto in termini giuridici del caso , allo studio dei fatti oggetto della controversia è sostituito il termine della coniunctio ossia l'elemento della congiunzione, della combinazione di più casi per la risoluzione della controversia.

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  6. federica nazzaro11 marzo 2016 11:07

    Da tali considerazioni sono arrivata alla conclusione che il significato da attribuire alla frase ' coniectio causae sia la narrazione della causa

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  7. Nell'esperienza giuridica romana assistiamo ad una significativa formulazione di regulae iuris. Tali regulae sono delle massime contenute nelle fonti di diritto romano , con le quali i giuristi romani , attraverso una tecnica di astrazione,estrapolavano la soluzione giusta da casi conreti; a questo punto arrivavano a fissarne un vero e proprio principio generale ed infine tentavano di applicare quel determinato principio generale a successivi casi simili, mediante un procedimento induttivo. Per comprendere a pieno questo metodo che potremmo definire casisistico,in quanto arriva a semplificare e a tipizzare un causus specifico, a mio parere è necessario fare un breve cenno ai Pithanà di Labeone(un vero e proprio prontuario di decisioni probabili). Labeone era un giurista dell'età augustea, il quale traeva una regola da una soluzione di casi concreti. Tale regola, come chiarisce lo stesso Labeone,non aveva carattere definitivo ma meramente probabile; ossia prima di essere applicata a successivi casi concreti, doveva essere necessariamente corroborata e confrontata con gli elementi costitutivi e caratterizzanti il caso di specie.
    Un testo di primaria importanza per conprendere il procedimento che guida alla formazione delle regole casistiche e alla loro successiva utilizzazione è il passo del Digesto:D.50.17.1(Paul ad Plautium). In questo testo rinveniamo una frase di Paolo , il quale spiega che :" la regola è quella, che descrive brevemente il suo oggetto. Non è il diritto che si desume dalla regola, ma è la regola che si forma dal diritto che consta. Mediante la regola si tramanda una breve enunciazione delle questioni, e, come dice Sabino, la sua struttura è simile a quella della "causa coniecto" , che se è errata in qualcuno dei suoi elementi , perde la sua funzione".
    Da questo testo deriva che non è la regola a dar vita al diritto da applicare ma è dal diritto che ne deriva la regola specifica.
    Mi sembra interessante a questo punto riportare un'interpretazione data da C.A Cannata sul testo in questione. Cannata ritiene che la decisione giusta ad un caso concreto si trae dal caso stesso e non deve essere ricercaata in un dettame astratto di norme.
    Tra gli ordinamenti moderni,quello di Common Law è l'unico che di fondi sulla decisione dei casi o più precisamente sulla regola dello stare decisis, ossia la regola del precedente vincolante.
    Non a caso la definizione di Paolo sopra riportata è stata ripresa dagli autori inglesi e inserita nell'elaborazione della dottrina del Case Law.

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